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Tumore colon giovane: una diagnosi improvvisa
Il tumore colon giovane può arrivare senza alcun segnale. È quello che è successo a me. Mi chiamo Andrea Fernandez e avevo 34 anni quando ho ricevuto la diagnosi.
Non avevo sintomi. Nessun dolore. Nessun campanello d’allarme. Dopo una serie di esami, i medici hanno scoperto che il tumore era già al quarto stadio. Si trattava di una forma mucinosa, più difficile da trattare.
Per spiegare cosa stava accadendo, ho immaginato una bottiglia di olio che cade a terra. Il liquido si diffonde ovunque. Entra in ogni spazio. Diventa impossibile eliminarlo completamente.
In quel momento ho compreso la gravità del tumore colon giovane e il percorso che mi attendeva.
Tumore colon giovane e limiti delle terapie disponibili
Gli esami genetici hanno evidenziato un altro ostacolo. Le mutazioni del tumore colon giovane non mi permettevano di accedere all’immunoterapia.
Questo ha ridotto le opzioni terapeutiche disponibili. Molti protocolli non erano applicabili al mio caso.
Il tumore colon giovane rappresenta ancora oggi una sfida per la comunità scientifica. Esistono meno studi specifici. Esistono meno riferimenti clinici. Ogni decisione diventa più complessa.
Essere giovani, paradossalmente, non facilita il percorso. Lo rende più incerto.
Il tumore colon giovane e il confronto con i centri oncologici
Ho iniziato a consultare diversi centri specializzati. Sono partito da Napoli. Poi Milano, Genova, Aviano, Roma, Pisa, Trento e Verona.
Ovunque ho trovato medici competenti. Tuttavia, la loro reazione era spesso la stessa. Stupore.
Il tumore colon giovane è ancora considerato raro nei pazienti della mia età. Questo rende ogni caso diverso dagli altri.
Mi sono trovato in un territorio nuovo. Senza certezze. Solo tentativi e ricerca continua di soluzioni.
Raccontare il tumore colon giovane per aiutare gli altri
Raccontare il tumore colon giovane significa lasciare qualcosa di utile. Significa contribuire alla consapevolezza.
La ricerca rappresenta l’unica vera speranza. Ogni studio può migliorare le possibilità di cura. Ogni testimonianza può aiutare altri pazienti.
Il tumore colon giovane non è solo una diagnosi. È una realtà che sempre più persone affrontano.
Condividere questa storia significa trasformare un’esperienza personale in qualcosa che può aiutare gli altri. Perché la ricerca, oggi, è l’unica strada per cambiare il futuro.
Tumore colon giovane e ricerca: il progetto IANG-CRC
La mia costante ricerca e la forte voglia di vivere mi hanno portato a conoscere il tumore colon giovane non solo come malattia personale, ma come sfida collettiva ancora poco esplorata. È proprio da questa consapevolezza che sono arrivato al progetto IANG-CRC dell’Oncologia dell’Ospedale Niguarda di Milano, dove alcuni professionisti hanno scelto di approfondire in modo specifico il tumore del colon-retto quando insorge in età giovanile.
La loro missione è chiara: studiare questo nuovo nemico, comprenderne a fondo i meccanismi e individuarne i punti di vulnerabilità, per tracciare una strada concreta verso cure più efficaci. All’interno dell’Oncologia è stato così attivato un ambulatorio dedicato al tumore colon giovane, un luogo pensato per accogliere, studiare e seguire pazienti troppo spesso esclusi dai protocolli standard.
Tumore colon giovane e accesso ai protocolli sperimentali
In quel contesto mi è stata data la possibilità di presentare la mia candidatura per un protocollo curativo sperimentale. Un’opportunità che rappresentava non solo una speranza personale, ma anche un passo avanti per la ricerca sul tumore colon giovane.
La mia storia, però, si ferma qui.
Il mio tumore ha vinto tre giorni prima che potessi essere valutato presso l’ambulatorio creato al Niguarda per visitare pazienti come me.
È stato in quel momento che ho compreso con lucidità che la ricerca è l’unica strada possibile per provare a fermare quella che sta diventando una strage silenziosa di ragazzi della mia età, o anche più giovani, colpiti da tumore colon giovane.
Ricerca sul tumore colon giovane e impegno collettivo
La mia unica volontà è stata quella di aiutare gli altri giovani che si trovano nella mia stessa condizione, e di farlo sostenendo la ricerca e il progetto IANG-CRC. Su mia richiesta, la mia famiglia ha dato vita a una raccolta fondi per supportare chi aveva ancora una possibilità concreta di cura.
Il crowdfunding, conclusosi qualche settimana fa, non è servito a fare miracoli, ma a fornire strumenti reali a chi ogni giorno lavora per comprendere e combattere il tumore colon giovane, restituendo speranza e possibilità a ragazzi come me.
A nome mio e di tutti i giovani affetti da questa patologia, grazie per l’aiuto che avete scelto di donare.
I risultati della ricerca e il futuro del progetto IANG-CRC
La raccolta fondi a sostegno della ricerca e del progetto IANG-CRC si è conclusa dopo 36 mesi di attività. I risultati ottenuti sono oggi consultabili nel comunicato stampa dell’Università degli Studi di Milano, a testimonianza di un lavoro serio, continuo e necessario.
La mia famiglia continuerà a diffondere la cultura della ricerca come unico mezzo reale per sconfiggere le patologie oncologiche. Se il vostro desiderio è quello di partecipare alle iniziative future, seguiteci su questa pagina: vi terremo aggiornati sui prossimi passi.
P.S. Qualcuno mi ha raccontato che mamma, papà e Chiara si stanno già impegnando in un paio di iniziative davvero speciali.
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